Colline, qualche bicchiere e una famiglia allargata.

Sono a casa da poco e mi sto bevendo uno spritz. Sì, perché dai, ogni tanto serve proprio…specialmente in giornate come questa che vorresti fossero già finite alle 9 del mattino, specialmente quando da un pò vorresti che molte giornate fossero già finite alle 9 del mattino. Ci va lo spritz, ma siccome non ci si può ubriacare tutte le sere, ci va anche  ogni tanto una bella domenichina di scarico. 

Lo sapete che di solito mi serve il mare, o il lago, o una vasca da bagno, insomma qualcosa che contenga l’acqua, ma due domeniche fa devo dire che ho apprezzato come valida alternativa anche il vino! 

Anna, mia cognata (mi fa sempre strano dirlo, io e il mio solito problema con i titoli “moglie”, “compagna”, tutta quella roba lì…va bé) ha invitato la famiglia a pranzo dai suoi cugini del Monferrato. Così, con semplicità; il cugino di suo padre, anzi il cugino di secondo grado di suo padre, le ha detto “porta chi vuoi della tua famiglia” e lei ha chiamato tutti noi: mio padre e sua moglie, i miei zii, me e il Cc, i miei cugini.

Ora, chi è biellese mi capirà, per noi già che un cugino di terzo grado ti inviti a pranzo è praticamente una condizione probabile quanto vedere il Mucrone eruttare come l’ Etna, ma che estenda l’invito anche a terzi, quarti e quinti a lui sconosciuti e per giunta a casa sua, è praticamente impossibile.

Invece no, è successo per davvero! E il risultato è stato così sbalorditivo e naturale  da lasciarmi davvero stupefatta. 

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Siamo italiani, non c’è niente da fare, quando mettiamo le nostre gambe sotto ad una tavola imbandita, diamo sempre il meglio di noi.  Con semplicità escono i discorsi, ciò che unisce, il fatto di far parte della Proloco del paese, cucinare alle feste, le ricette, la passione per il vino, i racconti di famiglia. “Come lo fate il bollito misto?” “di che cantina è sto Barbera favoloso?” “Con che vino sfumi l’arrosto?” parliamo di mangiare anche mentre mangiamo, parliamo di cibo raccontando le vacanze, parliamo di quel vino bevuto al Vinitaly bevendo il Brachetto. Il cibo è la nostra identità e la nostra storia, è quello di cui siamo fatti, quello che più ci unisce e ci accomuna, anche quando ci sono delle differenze.

Quando mangiamo diventiamo tutti una grande famiglia.

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Così, in un niente, una Domenica come tante altre, è diventata una Domenica diversa e speciale, che mi ha fatta ritornare a casa con il cuore pieno di paesaggi meravigliosi, la pancia che scoppiava, gli occhi lucidi per quel buon bicchierino in più, buttato giù con una bella passeggiata digestiva tra noccioleti e vitigni, il bel ricordo di un nuovo pezzetto di famiglia conosciuto…E una nuova ricetta per il bagnet!!!

A salutarci un tramonto da mozzare il fiato.

Ad un’altra Domenica così.

La CicCi

 

 

 

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Un pensiero su “Colline, qualche bicchiere e una famiglia allargata.

  1. Fra ha detto:

    E ciao
    Non so com è ma mi viene tanto da piangere
    Ecco
    . .sarà il vino o la tavola ben imbandita o il fatto che voi sappiate accettare tutto..anche l2le famiglie strane e allargate con tutti i.loro difetti… ma mi viene da piangere. È bello così.

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