Ciao. Per sempre

C’è una meravigliosa canzone di Levante che s’intitola così. Non é un addio, piuttosto un arrivederci, a mai più. Parla di quegli amori che non ce la fanno, di quando ti senti svuotato, prosciugato, sempre in attesa di qualcosa che non si compirà mai. Di quando si raccolgono le briciole e si cerca di farle bastare. E non ci si riesce. Di quando ti fai andare bene perfino il dolore e il vuoto, per avere almeno qualcosa. Di quanto offri tutta te stessa e non è sufficiente.
Sono parole che esprimono tanto la potenza quanto il dolore che c’è in quei rapporti che pensi durino tutta la tua vita ma che poi finiscono.
Che in verità, poi, finisce mai davvero un amore? Parlo di Amore, quello vero. Quello che ti conosci, ti scegli, ti condividi e costruisci insieme ogni giorno. Quello che quasi diventi un organo, un arto dell’altro. Può finire? 

Sì, può finire. 

Finisce quando le gioie sono meno dei rancori, quando potenzialmente potresti essere un tutto e riesci ad essere soltanto una metà, quando conti le ore trascorse e non quelle ancora da trascorrere.
Non fraintendetemi, io ci credo, ci spero nel “per sempre”. É nella mia natura. Sono capace di immaginarmi grigia e rugosa, con le braccia più flaccide di come sono ora, i dolori alla schiena ancora più curva e la gonna di lana al ginocchio, che al mattino mi sveglio guardando ancora quella stessa nuca pelata appoggiata su quello stesso cuscino di fianco al mio che sto guardando ora.

Penso che nessuno decida di stare con qualcuno immaginando che un giorno quel qualcuno lo farà soffrire tanto da desiderare di abbandonarlo o che creda lui stesso di essere mai capace di tradire quella promessa fatta nella piena convinzione. Ma sta di fatto, che una mattina ti alzi dal letto e mentre bevi un caffè ti ritrovi a fare i conti, scoprendo che c’è uno scarto. Un avanzo. Allora provi e riprovi, riconti, con le dita, più lentamente… Ma hai sempre quel disavanzo. Non puoi negarlo. É un fatto! Anche se inverti i numeri, provi a riconsiderare alcuni fattori tralasciati, niente. Ancora non tornano. E non torneranno più, perché la cifra é quella e non puoi più fingere. Hai fatto il tuo calcolo correttamente.
Così prendi in mano la tua vita, le tue valigie, quei frammenti di anni felici, lasci le chiavi sul tavolo ed esci, chiudendoti la porta alle spalle. E vai…

Immagine 655.jpgIo ci spero nel per sempre, l’ho detto, ci credo. Ma credo anche che la vita, tutta la vita, sia un bel pezzo di strada, e non sempre le scarpe che porti ti andranno bene, si consumeranno, si stringeranno, si romperanno. Allora speri solo di avere la forza di buttarle, di cercarne un paio nuovo, che sia della tua misura.  Ci ha provato, hai usato tutta la cura e il riguardo possibili per farle durare in eterno, ma un giorno quelle scarpe si sono rotte. Hai del rammarico, della tristezza, un filo di rabbia forse. Hai delle colpe? Sicuramente! É mancato qualcosa? Di certo. Ascolto, comprensione, costruzione, prospettiva. Quelle scarpe che sembravano calzarti a pennello, un giorno ti sono diventate strette…e lo sai, non potrai più infilarci dentro i piedi.

IMG_1854.JPGNon è semplice fare i conti con un fallimento così grosso, e nemmeno lo vorrei mai fare. È un dolore, una sconfitta. Quando hai creduto con tutta te stessa per tutta la tua vita in un progetto, in una persona, la tua spalla, il tuo socio, e devi abbandonarlo, devi prendere atto di esserti sbagliata o di aver sbagliato, non importa di chi sia la colpa, il dolore è lo stesso. Non vorrei mai doverci avere a che fare, ma se un giorno, una mattina, davanti al mio caffè dovessi trovare quel disavanzo, spero di avere la forza di poter trovare un nuovo paio di scarpe che mi stiano bene, con cui possa camminare ancora molti, moltissimi passi. È vero, non bisogna mai vivere nel passato e alcune volte la rabbia è più forte della ragione, ma auguro a tutti quelli che si ritrovano scalzi di avere il coraggio di guardarsi indietro con occhi felici, prendendo tutto quello che si è vissuto come il sentiero su cui si sono consumati centinaia di metri, di momenti, di attimi che ci hanno comunque portato ad essere quello che siamo. Rinnegarlo, deriderlo, odiarlo quel sentiero, sarebbe fare a se stessi il torto più grande. La strada l’hai percorsa, i tuoi muscoli ne conservano la memoria.

Chi non si muove, non commette errori. Chi cammina, chi cerca, chi costruisce mette in conto anche di poter sbagliare. Il trucco sta nell’intelligenza di saper guardare le cose per quelle che sono e che sono state in passato con occhi ragionevoli e veri. Ed avere fiducia nei prossimi passi, nelle possibilità che ancora si hanno. 

Un divorzio è sempre un divorzio, una separazione è sempre un dolore. Non è bello, non rende felici, non è una vittoria, mai! Ma la vita è fatta anche di questi momenti. Si fa di tutto per evitarlo, ma non si può sfuggire a quello che la storia decide per noi. Si può solo prendere tutto il bagaglio e andare di nuovo in cerca della felicità. E si può trovare, io lo so, l’ho visto. 

Intanto io cerco di curare al meglio il mio adorato paio di scarpe,che mi sembrano ancora nuove, in cui mi trovo perfettamente comoda e alle quali non vorrei mai rinunciare. Sperando di riuscirci.

Immagine 1707Buona vita e buone seconde possibilità.

La CiCci

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