Che ne sanno….gli uomini

Noi donne degli anni duemila siamo vulcaniche! Multitasking, pluriimpegnate, studiamo, facciamo carriera, facciamo i figli, abbiamo una casa di proprietà anche da sole, sappiamo far quadrare i conti e anche risparmiare. Ci piace uscire, le belle macchine, qualcuna ha la moto. La nostra settimana é fatta di almeno quindici giorni di trentasei ore ciascuno. Siamo esagerate!
E gli uomini? Che ne sanno…gli uomini?
Lo sanno…eccome se lo sanno! No. No. No. Non fate quelle che dicono “gli uomini sono inutili, non servono a niente e pretendono solo!”, no!

Non ci sono più gli uomini di una volta!? e meno male dico io!! Mio nonno materno da solo non sapeva neanche cucinarsi un uovo bollito, nemmeno conosceva il posto in cui mia nonna riponeva i piatti. Mai lavato una tazza della colazione, mai preparato un caffè. Certo, mia nonna, di contro, non ha mai pagato una bolletta in posta, non aveva la patente, mai visto il suo conto in banca personale…
Noi donne degli anni duemila siamo vulcaniche, sí, ma gli uomini che abbiamo accanto ci seguono a ruota. Siamo una squadra! Si beve insieme al bar, ci si divide le faccende casalinghe, si cucina e si riordina a turno, si coltivano interessi e individualità separate ma paritarie.
Io li ammiro. Perché noi sogniamo l’uomo del secolo scorso: schivo, che non mostrava sentimenti ma ti apriva sempre la portiera della macchina, che ti vedeva come una sua delicata proprietà da custodire e proteggere, uomini tutti d’un pezzo che si occupavano di faccende da uomini tutti d’un pezzo…ma, diciamo la verità, noi non siamo mica quelle donne lì! Io voglio vedere il mio uomo che si commuove per un gesto dolce, che non mi apre la portiera della macchina ma quando scendo mi da un bacio e mi prende per mano, voglio vederlo con il grembiule in cucina che lava i piatti, e se c’è da andare a prendere la legna del camino ci vado io, perché lo preferisco mille volte a riempire la lavastoviglie. I ragazzi di oggi vanno a vivere da soli. Ci provano, si fanno la lavatrice, passano l’aspirapolvere, cucinano la cena per i loro amici e le loro amiche. Riconosciamogli il merito di quello che fanno, e se non lo fanno, riconosciamogli almeno l’attenuante che a forza di dirgli che non ne sono in grado per poter affermare che solo noi, emancipate vulcaniche donne degli anni duemila sappiamo fare tutto, li abbiamo castrati e continuiamo a farlo.

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Eh già, noi mica siamo un delicato soufflé al cioccolato… Eh no. Siamo una complessa torta a tre piani con ricche decorazioni, frutti freschi, creme come ripieno e riccioli di cioccolato bianco a guarnire, e quando ne assaggi una fetta senti il peperoncino, la sorpresa, la scossa. Gli uomini che ci guardano, magari non riescono a dirlo, ma ci ammirano per tutto quello che siamo ed allo stesso tempo, ci temono perché pretendiamo sempre tanto da noi stesse, dalla vita di coppia, dal lavoro e anche da chi ci sta accanto. Siamo continuamente in corsa, affamate di tutto quello che la vita ci può dare, perennemente insoddisfatte. Vogliamo di più, sempre qualcosa di più.
Starci accanto é complicato e faticoso. E gli uomini lo sanno, ma ci provano lo stesso. E poi chi l’ha detto, che siccome nel ’68 ci siamo riappropriare della nostra femminilità e individualità ora dobbiamo togliere qualcosa agli uomini?! Io non mi sento più donna a credere che gli uomini valgono la metà di noi. E nemmeno lo credo! Credo che gli abbiamo chiesto un enorme sforzo a seguirci e qualche volta desistono e ci rinunciano, e si prendono anche la colpa perché se qualcosa va male noi ci abbiamo sempre messo il doppio delle loro energie per migliorare, abbiamo fatto tutto il possibile e loro no. Siamo proprio sicure che sia poi sempre così? Premiamo per il matrimonio, la convivenza, facciamo passare un ragazzo da figlio a marito in un batter d’occhio e poi ci lamentiamo se non sa essere indipendente. Pretendiamo da loro la nostra individualità, perché non si sa il motivo ma ce la meritiamo di più, e non siamo disposte a lasciargli la loro. Chiediamo piena fiducia ma non siamo sempre in grado di darla. Sappiamo notare tutte le mancanze ma mai gli sforzi. Vogliamo dei grazie per tutte quello che siamo riuscite a fare ma non siamo in grado di ringraziare, perché comunque abbiam fatto di più noi.

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Non siamo tutte così, per fortuna! Ma..dai, diciamo la verità, qualche volta siamo impossibili! E per l’altra metà del cielo sentirsi alla nostra altezza lo é ancor di più, però io, negli uomini degli anni duemila, ci credo. Nei ragazzi che hanno sogni, che cercano la bellezza della vita, che ti mettono, con una certa fatica, il loro cuore in mano, che sono disposti a venirci dietro, a sopportare il nostro essere esplosive, io ci credo. Voglio provare a ricordarmi che tutto quello che provo io, le paure, il dolore, la fatica e anche la felicità, la gioia e l’amore, lo sentono anche loro. Abbiamo un pò di fiducia, abbozziamo il discorso, chiediamogli di loro come vorremmo facessero con noi.

Sono sicura che, se non tutti, perlomeno qualcuno saprà riservarci delle sorprese.

La CiCci

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2 pensieri su “Che ne sanno….gli uomini

  1. Erica ha detto:

    Accanto a me ho un uomo vulcanico ed io gli ho corso dietro a volte anche perdendomi, ma lui mi ha sempre aspettato perché più di me ha creduto nelle mie possibilità, più di quanto io riuscissi a fare , per cui concordo pienamente su tutto ciò che scrivi cara cugi !

    Liked by 1 persona

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