Cestovia…portami via!

Adoro il mare, l’avevo già detto?! Mi piace quando è estate e posso farci il bagno, mi piace quando fa freddo e rimango a guardarlo. Ci sono luoghi, specialmente in Italia, dove il mare ti lascia a bocca aperta, posti in cui quella distesa verde-azzurra cristallina ti fa bruciare gli occhi tanta è la meraviglia che ti si apre davanti. Certo, il mare, è il mare. Ma a noi Italiani, ingordi, affamati di bellezza, esagerati, non bastava mica! E così, oltre ad alcune delle acque più belle del mondo, abbiamo l’incommensurabile fortuna di possedere anche molte tra le montagne più spettacolari e straordinarie della Terra. Le Dolomiti nel 2009, sono state proclamate dall’Unesco sito patrimonio dell’umanità e le Alpi costituiscono la catena montuosa più imponente ed antica del continente Europeo, nonché il paradiso di sciatori, snowboarder e scalatori che da sempre si divertono e si sfidano tra le vette.

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La montagna è diversa dal mare, non ti colpisce come uno schiaffo in faccia appena parcheggi l’auto. No, ti conquista passo dopo passo, metro dopo metro. Si svela ad ogni curva, perché vederla tutta in un colpo solo è impossibile. Si fa scoprire con il tempo ed apprezzare lentamente. E’una predatrice ammaliante che attrae chi si avventura tra i suoi sentieri, seducendo con i colori, i profumi, le distese di prati verde fosforescente o le dune di neve bianco latte . Con lentezza, pazienza ti fa innamorare, come calmo e paziente è il tempo che trascorri camminando. 

Così è successo anche a me. Quando ero piccola insieme ai miei genitori passavo sovente le domeniche a passeggiare o a fare qualche grigliata in montagna. Mi piaceva, mi divertiva, ma non suscitava in me il fascino che provocava una giornata al mare o una gita al lago. Sono cresciuta con le montagne che guardavano la mia casa, ad un passo dalla Val d’Aosta, a un’ora di macchina da Sestriere, con il Cervino, il monte Rosa, il Monte Bianco così vicini che sembrava di toccarne le punte sempre ghiacciate.

Forse è questo il motivo per cui il mare mi ha sempre attirata più che i monti. Li ho dati per scontati, come facessero parte del mio scenario quotidiano tanto quanto la mia casa, il parcogiochi in cui andavo in altalena o la strada verso casa dei nonni. Crescendo però, ho imparato che la vastità delle montagne che abbracciavano la mia quotidianità, quella grossa coperta che riparava dall’alito ventoso e gelato delle correnti del nord, non aveva nulla di banale. Anzi, c’è tutto un mondo da scoprire.

Quando riesco, meno di quello che vorrei, mi infilo gli scarponi e provo a fare qualche metro.
In primavera ed estate con il caldo che penetra nelle ossa, quei colori accesi e vivi che nutrono lo spirito. In autunno a cercare funghi per cucinare qualche buon risottino. Appena arriva l’inverno, con i bimbi a scivolare e fare battaglie di palle di neve, o a trovare gli amici nei Rifugi. 

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Come Domenica mattina, ieri. L’occasione era importante. Bisognava accorrere in molti. Serviva l’aiuto di tutti per salvare un pezzo di montagna che ci riguarda da vicino, che fa parte della storia di tutti noi, dei nostri genitori, dei nostri nonni. Perchè anche se la montagna affascina e incanta, costa molto portare le persone più su possibile, fargli “toccare il cielo con un dito”. E così succede che i comuni non abbiano soldi per mantenere le piste da sci, per pulire i sentieri o per fare la manutenzione degli impianti di risalita.

Per il Biellese, per tutta la nostra provincia, la Valle di Oropa, il Santuario della Madonna Nera, il lago del Mucrone e i Rifugi in quota sono un gran punto di ritrovo e di turismo, ed è per questo che ieri siamo accorsi per sostenere la Cestovia che porta al rifugio del Monte Camino. 

Certo non era una manifestazione sportiva, non era quello lo scopo, anche se in moltissimi hanno raggiunto il Rifugio con le racchette da sci e le pelli, o anche solo a piedi. Il motivo era pratico: servono dei soldi! Per un attimo si é temuta la chiusura, ma fortunatamente il Comune di Biella ha acconsentito a formulare un accordo per cui è previsto una parte di contributo sostenuta appunto dall’amministrazione e una parte da una raccolta di crowdfounding

questo il motivo per cui in quasi mille persone ci siamo mossi, siamo saliti con la cabinovia dal Santuario al Rifugio Savoia e poi da lì con la cestovia al Capanna Renata a festeggiare la sua attività, la gioia, l’allegria ma anche l’impegno, lo sforzo, l’amore di chi lo gestisce, di chi collabora, di chi ci va a mangiare, a fare casino, a dormire dopo una giornata di festa!

Chissà se ce la faremo, chissà se potremo avere ancora la possibilità di salire con quei cestini, che a me fanno anche un pò paura a dire il vero, per andare a mangiarci una polenta concia, un piatto di pizzoccheri burrosi, una salciccia sugosa o una bella fetta di dolce goloso! Chissà? Potremo sempre andarci a piedi, è vero, ma sarà un po’ più faticoso, un po’ meno emozionante forse, un po’ troppo diverso, sicuramente più nostalgico.

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Perchè la montagna non è di nessuno ma appartiene a tutti. A tutti noi!

La CiCci

 

 

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2 pensieri su “Cestovia…portami via!

  1. angela Cecchetto ha detto:

    Fede carissima, non so perchè, ma mi commuovo sempre quando leggo un tuo post! Hai un modo di scrivere che prende il cuore (anche il mio che, a sentire qualcuno/a) non è dei più teneri! Grazie per le cose belle che scrivi e per tutto il tuo impegno per sostenere le cause
    importanti!

    Mi piace

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