Capire i bambini…magari! 

 

Il mondo dei più piccoli è un universo a sè, privato, sconosciuto, segreto e perciò certamente affascinante. Appartiene solo a loro, che ne comprendono il linguaggio, i tempi e le modalità; ne conoscono i luoghi più dispersi e i sentieri più ripidi. Ma forse, dico forse, per noi adulti una possibilità di farne in qualche modo parte ci sarebbe, se entriamo in punta di piedi chiedendo il permesso, senza alzare la voce e con qualche piccolo accorgimento.

Provo a scrivere le mie riflessioni. Le ho raccolte con un po’ d’esperienza, un bel po’ di tentativi e qualche ora di studio.

1) In primo luogo per capire i bambini bisogna fare un grande salto indietro, guardarsi allo specchio e tentare di capire sè stessi. Insomma, si sa, da un melo non nasce una pera! Vostro figlio vuole sempre stare al centro dell’attenzione? La vostra bambina spreca ore a provarsi i vestiti ribaltando l’armadio? “Non ha voglia di fare sport!”, “pensa solo a giocare a calcio”, “c’è sempre un tale disordine in camera sua!”, “è così timido, non parla mai con nessuno!”… Le frasi potrebbero essere infinite! Avete ragione genitori, i vostri figli sono disordinati, chiassosi, egocentrici, troppo introversi. Sì. Maaaa, la butto lì, voi come siete? Magari in una cena tra amici siete quelli che fanno sempre battute e ridono raccontando storielle? Oppure siete donne con l’armadio pieno di meravigliosi abiti che vi piace collezionare quando andate quelle rare volte a fare compere tutti insieme? Leggete poco, preferite guardare la TV? Andate ogni domenica a tifare i vostri amici al campetto oppure non avete mai voglia di uscire e preferite rimanere in casa tranquilli? Bravi, fate assolutamente bene, siete fatti così. Avete le vostre passioni, i vostri interessi, le vostre abitudini e il vostro carattere. Ma è chiaro che quegli esserini di quasi un metro dagli occhi lucidi che vivono in casa con voi, osservano e assorbono ogni cosa e difficilmente potranno essere diversi da così… Io ho già messo il cuore in pace rispetto a come potranno essere i miei figli: sono logorroica, disordinata, dormo molto poco e poi faccio una fatica tremenda ad alzarmi dal letto, mi piace disegnare, scrivere, avere mille piccoli oggettini inutili. Bel quadretto è?! E non vi dico che combinazione viene con il mio compagno! Lo so, lo so, urlerò, mi esaurirò, farò le notti in bianco, ma non potrò certo arrabbiarmi… lavorerò su quello che potrò controllare, cioè me stessa. Perché se è proprio vero che le nostre mele sono fatte della nostra stessa materia, allora erediteranno anche il meglio di noi, e più glielo faremo vedere, più loro lo vorranno imitare, grossolanamente,chiassosamente, a loro modo. Stanno sperimentando, stanno tentando e noi siamo i loro fari guida.

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Perciò mentre siamo ancora davanti allo specchio guardiamo la parte migliore di quello che possiamo offrire e facciamo del nostro meglio per offrirla…al resto penserà la natura e il tempo. Perché, ricordate, se é vero che i bambini imiteranno i nostri comportamenti migliori e peggiori per un bel pò, non dobbiamo dimenticare MAI che loro non sono noi, né un nostro prolungamento, perciò per quanto ci possiamo sforzare, ed é giusto che lo facciamo, ad un certo punto, molto presto in verità, la Natura farà il suo corso e il nostro compito sarà quello di incoraggiarla e comprenderla, con la mente e il cuore aperti. 

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2) Ora, abbiamo fatto questo grande salto indietro? Bene, facciamone un altro, ancora più lungo, ancora più lontano nella memoria… Pensiamo al fatto che anche noi siamo stati bambini. Chissà quanti aneddoti spiritosi avranno da raccontare i nostri genitori e i nostri nonni su com’ eravamo agitati, quante gliene abbiamo fatte passare, quanto poco ubbidivamo da piccoli. Già, ma pensa?! Pure noi! Ma ce lo ricordiamo, noi? Riusciamo a farci ritornare in mente quel periodo? Io mi ricordo perfettamente del laboratorio del legno del nonno e del suo ape car che facevo finta di guidare. Mi ricordo delle ricette a base di caffè, olio e aceto. Mi ricordo di quando mi sono presentata all’asilo in pigiama, di quando sono tornata a casa da scuola da sola,(una volta si poteva e non arrestavano i genitori!) sì ma a casa della nonna e mia mamma si è sentita morire, mi ricordo anche di quella volta che mi sono arrampicata sulla balaustra del balcone e la faccia di mia madre mentre combatteva tra il picchiarmi e l’abbracciarmi…ha scelto la seconda e ricordo che ha pianto…

Quello che voglio dire è che tutti siamo stati bambini spericolati e scapestrati, forse ancor più dei nostri figli, perché avevamo certamente più libertà. Perciò quando pensate di non potercela fare, quando credete di avere il figlio più agitato, impossibile e ingestibile del mondo, ricordatelo. Ricordatevi di quello che provavate da piccoli, della felicità, della libertà, del bisogno di sperimentare, del desiderio di sentirvi indipendenti. Ricordatevi di quanto sporchi rientravate a casa, di quante toppe sulle ginocchia vi ha cucito vostra nonna, di quante gomme di bicicletta avete cambiato. Tutto sembrerà meno tragico.

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il CC da piccolo! Lui sì che era impossibile! 😉

 3) Date fiducia e tempo. Riflettete su quello che vi dona serenità . Al lavoro, per esempio. Quando state eseguendo un compito tutti concentrati e arriva un collega che, essendo più anziano di voi crede di saperne mooooolto di più, mette becco su quello che state facendo. Non solo, infierisce e vi dice cose del tipo:”Dai, è facile! Ma come? Non capisci? È chiaro, no?!” E questo vi fa infuriare e vi fa sentire inadeguati! Ci sareste certamente arrivati anche da soli, se non vi avesse interrotto, se non avesse voluto per forza intromettersi. Ecco, immaginate che per i vostri bambini ogni singola attività è una novità perciò devono provare, provare e provare ancora e non hanno certo bisogno di qualcuno che gli dica come fare. Avete mai notato il numero di volte che un bambino, anche molto piccolo, ripete un movimento? Per esempio, apre e chiude l’antina di un mobile, oppure muove una bottiglietta sonora o un campanellino all’infinito, o quando è più grande riempie pagine e pagine di scarabocchi, righe e cerchi? Ecco, quello è il suo modo per dirvi “guarda cos’ho imparato!” E se lo vedete in difficoltà aspettate, fatelo sbagliare, fatelo tentare. Il regalo sarà l’enorme orgoglio che si dipingerà sulla sua faccia, il sorriso della felicità pura, dell’autostima!

 Come sempre… Provare per credere 😉

La verità è che in realtà di ricette non ce ne sono affatto. Ed io non so come si faccia il genitore…ma se c’è una cosa che ho imparato lavorando è che l’unico ingrediente fondamentale è la pazienza. Infinita, sacrosanta pazienza! La pazienza di “sopportarli” quando esagerano, di trattenersi dal volerli vedere già grandi, la pazienza di aspettare, di lasciargli il tempo di essere piccoli, di essere solo dei bambini!

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Buona serata

La CiCci

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2 pensieri su “Capire i bambini…magari! 

  1. Erica ha detto:

    Ciao apro spesso il tuo blog perché non vedo l’ora di leggere un nuovo articolo e rileggere quelli precedenti un abbraccio e un bacio buona notte cuginetta

    Mi piace

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